Attivisti della Flotilla tornano in Italia: i racconti delle “torture fisiche e psicologiche”

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«L’unica cosa a cui è servito il mio passaporto italiano è stata infilarmelo tra la fronte e il cemento per non farmi entrare la terra negli occhi». Martina Comparelli, 33 anni, milanese, attivista climatica e collaboratrice di Fanpage, era a bordo dell’Iridescence, una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. Quando racconta le ore successive all’abbordaggio israeliano la voce si spezza più volte. «Ci hanno fatto stare in ginocchio con la testa a terra sotto il sole

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