Ferrovie, la partita sul vertice: il pressing di Salvini e il destino di Donnarumma

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ROMA Qualcuno ricorda il terremoto al vertice di Fs di una decina di anni fa. Nell’autunno del 2015 il dissidio tra l’allora presidente, Marcello Messori, e il numero uno, Michele Elia, portò alle dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione del gruppo. Le ragioni dello scontro affondavano nell’inconciliabilità tra Elia e Messori, in particolare sulle modalità da adottare per privatizzare le Ferrovie. Questa volta a fare ballare il vertice dell’azienda e l’attuale amministratore

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