Giuseppe Gentile: «Città del Messico ’68 fu un incubo, con due record mi sfuggì l’oro. Pasolini mi scelse per Medea»
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Un ciclo olimpico prima di Mennea e Simeoni, l’atletica italiana era Giuseppe Gentile. Due record del mondo nell’arco di due giorni nel salto triplo all’Olimpiade di Città del Messico ‘68 — nell’autunno rivoluzionario della strage di Piazza delle Tre Culture, del black power di Tommie Smith e John Carlos e del volo a planare di Bob Beamon, quell’8,90 durato ventitrè anni — non bastarono ad assicurare al collo dell’allievo di Gigi Rosati la medaglia d’oro. Bronzo con 17,22, invece, dietro al
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