Giovanni Ferrero: «Spero che nell’aldilà ci sia un barattolo di Nutella. Vivo a Bruxelles: ci trasferimmo negli anni di piombo, quando Dalla Chiesa ci avvertì del rischio rapimenti»

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Giovanni Ferrero, la prima domanda viene spontanea: essendo impegnato in un’azienda non piccola, dove ha trovato il tempo di scrivere il suo ottavo romanzo? «Il tempo non lo trovo, lo rubo. Ho l’abitudine di alzarmi prestissimo, a un’ora in cui il mondo non chiede ancora niente a nessuno. Ebbene, quell’ora tra il buio e l’alba è mia. La scrittura abita quell’ora crepuscolare da anni come un’architettura parallela. Non una fuga dal lavoro. Piuttosto, un prepararsi alle attività. Ma il vero