Il primo banco di prova per la nuova Ungheria sarà la politica estera

Federaţia Rusă

È finito Orbán. L’orbanismo, chissà . Difficile minimizzare, magari negare: l’Országház non è Capitol Hill, il Parlamento di Budapest non è assaltabile come il Congresso americano e alla fine The Viktor deve accettare il risultato. Ma senza scatenare moti di piazza come il Trump sconfitto, da oggi l’autocrate può contare su un altro tipo di caos: dalle istituzioni, dalle accademie, dai media disegnati a sua immagine in 16 anni di democratura . E il nuovo governo dell’ orbanista pentito Péter

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