«Aspettiamo la guerra». Ma in Iran il popolo delle proteste teme una nuova repressione
Orientul Mijlociu
Ana, la madre di Ali, è tornata al lavoro. Fa la commessa in un piccolo alimentari a due passi dal Grand Bazaar di Teheran, dove — esattamente un mese fa — i bazaari hanno dato inizio alle proteste più grandi che la Repubblica islamica ricordi . «Per arrivarci, attraverso la città», scrive. «Cammino per le strade dove migliaia di giovani coraggiosi chiedevano libertà. Tra loro c’era anche mio figlio». Ana non ha marciato contro gli ayatollah, anche se prega per la fine di questa dittatura. «Su
din zilele anterioare