«Nobel Mohammadi, infarto in cella: respinte le cure urgenti»

Mădălin Mihai

Martedì 24 marzo, all’alba nella prigione di Zanjan, le compagne di cella scoprono Narges Mohammadi riversa sul letto, occhi sbarrati all’indietro, mani gelide. La avvolgono in una coperta, la trascinano all’infermeria del reparto donne. Un farmaco la riporta in sé, ma è un infarto, dicono. Niente ospedale, niente specialista. La curano tra i muri dell'infermiera, che tremano per le bombe israelo-americane , troppo vicine. Oggi, per la prima volta da dicembre, da quando hanno riportato in

«Nobel Mohammadi, infarto in cella: respinte le cure urgenti» https://www.corriere.it - 31.03.2026 18:45

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