Giorgio Parisi: «I pericoli dell'atomica al tempo delle armi autonome e dell'AI: cosa possono fare gli scienziati per la pace»

Tehnologie

Signore e signori, autorità, care amiche e cari amici, vi ringrazio per questo riconoscimento, che ricevo con sincera gratitudine e, lo confesso, con un certo imbarazzo. Sul piano personale non mi sento all’altezza di un premio per la pace. Non ho dedicato la mia vita a costruire la pace: ho fatto il fisico, ho studiato i sistemi disordinati, le transizioni di fase, i vetri di spin. Se accetto questo premio, lo faccio perché lo interpreto non come un omaggio alla mia persona, ma come un