La generazione dell'«adultità sospesa»: così i giovani (più colti e impegnati) rinviano le scelte

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Alcuni li chiamano «sfiancati» perché combattono contro una mancanza di prospettiva. Altri li definiscono «sfiduciati» perché cercano di costruire un futuro all'estero e non in Italia. Altri ancora li etichettano come «svogliati» perché rifiutano sfruttamento e lavori per pochi euro l'ora. Eppure, le ragazze e i ragazzi di oggi restano aggrappati ai propri valori: autenticità, equilibrio tra vita professionale e privata, sostenibilità, inclusione. Tra incertezze e ambizioni, i giovani-adulti

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