L'iraniana Jasmine, che era sfollata: «La gente non ha cibo ma il regime canta vittoria»
Platforme de socializare
A Isfahan la guerra ha lasciato segni ovunque. «Mi fa male vedere la mia città così», dice Shirin, tornata da un mese dopo essersi rifugiata con la famiglia in un villaggio a cinquecento chilometri. «Durante i bombardamenti siamo scappati». Fa la fisioterapista, lo studio è ancora chiuso. «La gente non riesce a pagare l’affitto, figuriamoci una fisioterapia». Del memorandum tra Stati Uniti e Repubblica islamica sa poco. È contro la guerra e contro il regime di Mojtaba Khamenei, ma il pensiero
din zilele anterioare