La grande ingiustizia della scuola classista: fa sentire in colpa chi non ce la fa
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Nathalie ( nome di fantasia, ndr ) mi ferma in mezzo al corridoio della scuola dove insegno, un liceo linguistico, ma questa scena si ripete quotidianamente in tanti altri istituti del nostro Paese. Lei è arrivata in Italia un anno e mezzo fa, ma la sua storia è simile a tanti altri ragazzi e ragazze non per forza migranti, tutti accomunati da una vita a basso reddito. La mattina frequenta il liceo, poi il primo pomeriggio prende le sorelline alla scuola elementare, le segue nei compiti, poi
din zilele anterioare