Fariba, afgana al Giro: «La mia bici è più forte dell’odio»
Tamara Ceaikovski
«Un sogno che credevo impossibile è diventato realtà. Vengo dall’Afghanistan, dove per molte donne il solo sognare sembra proibito. Quando andavo in bici la gente mi lanciava le pietre. Mi urlavano che ero una donna e che non mi era permesso correre, né sognare, né imparare. Ma ogni parola d’odio mi ha resa più forte». Firmato via social da Fariba Hashimi, ciclista afgana sfuggita alla tirannia dei talebani e da anni divenuta bandiera di libertà fuori dal suo Paese. Il 30 maggio c’era anche lei,
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