Cate Blanchett e i registi premiati: «C’è uno stigma sui migranti. Il cinema aiuti a superarlo» Oggi su Buone Notizie

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Rimozione, trasferimento, sradicamento. Non è facile trovare un’unica parola italiana per tradurre «displacement». Ma il senso del progetto lanciato un anno fa da Cate Blanchett, che ne è anima e testimonial entusiasta, al Rotterdam Film Festival (Iffr) è chiarissimo: finanziare con 100 mila euro la realizzazione di cortometraggi di registi displaced. Ovvero profughi, esiliati, sradicati, migranti. Ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR, l’attrice australiana ha riunito singoli e realtà di