Mundruczó, il regista ungherese in esilio finito nella lista nera: «Sono tornato per festeggiare, il merito è dei più giovani»

Teona Gherasim

Sei anni fa, in concorso con il suo «Pieces of a Woman» al Festival di Venezia, si presentò in Laguna indossando una maglia con l'hashtag #freeszfea sostegno delle proteste studentesche all’Università di arte teatrale e cinematografica di Budapest, sempre più soggetta al controllo del governo. «Da quel settembre sono nella lista nera» racconta Kornél Mundruczó, in jeans baggy e cappellino da basebll, mentre sorseggia un thé su un divanetto della Proton Cinema, la sua casa di produzione