Michele Placido: «Tra me e mia moglie Federica è cambiato qualcosa dopo un aborto. In collegio baciai una suora. Vallanzasca in carcere mi fece vedere le natiche»

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Intervistare Michele Placido per i suoi ottant’anni è come andare a teatro e salire sul palcoscenico accanto a lui. Il suo pensiero non lo esprime: lo interpreta. «La mano che trema? Sono come lo sceriffo a cui magari trema la mano ma quando deve sparare, bang!, spara dritto». E sembra che nel salotto di casa rimbombi davvero uno sparo. Qual è il suo primo ricordo? «Vivevo ad Ascoli Satriano, un paesino quasi sulle montagne in provincia di Foggia. Ero affascinato da mio zio missionario, padre