Borgo Egnazia, la «Davos delle griffe»: da Dior a Burberry e Lacoste (e Victoria Beckham), così il lusso prova a resistere alle guerre
Ana Maria Rus
La parola d’ordine è «proteggere i margini». E non certo dal maestrale che nella serata di domenica 17 maggio ha accolto a Borgo Egnazia i partecipanti al «Financial Times Business of Luxury Summit 2026» . Ma dall’emorragia di consumatori che ha colpito il settore del lusso lo scorso anno: 20 milioni di clienti persi o che hanno ridotto i consumi o li hanno dirottati altrove. Tra crescenti tensioni geopolitiche – a partire dal conflitto in Medio Oriente – e conseguenti incertezze economiche e
din zilele anterioare