Il film dell'orrore di Modena: l'accelerazione, la fuga e l'angoscia dei video. Come a Nizza e a Berlino, ma in Italia è la prima volta
Ana Maria Rus
Che orrore. A guardare i video che si spera vengano in parte coperti nelle loro parti più crude da tutti i media, viene in mente solo questo. Viene da piangere di impotenza a guardare quella povera donna, ad assistere da lontano a quelle fughe vane, senza speranza. Poi sale la rabbia, come è umano che sia, come è disumano il gesto di quell’uomo alla guida di un’auto trasformata in un inesorabile strumento di morte, in un ingiusto e casuale dominio sulle esistenze altrui, tu sì e tu no,
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