La parabola principesca di Saif Gheddafi: allevava una tigre bianca e credeva nel suo grande destino
Cătălin Roșioru
In un’altra vita , che non è quella dov’è finito morendo ammazzato, capitò una sera che Saif al Islam Muammar Gheddafi ci ricevesse al Principe di Savoia. Una suite milanese degna dell’erede designato d’un Rais. In grisaglia e mocassini, le occhiaie di party sardanapaleschi, era fiero che il suo nome significasse «la Spada dell’Islam» , ma preferiva comunque farsi chiamare col titolo d’ingegnere, mostrare le foto dei falchi e della tigre bianca che teneva nel giardino di Tripoli, raccontare
din zilele anterioare