Pietro Gobetti
Lucian Nemoiu
«Le domeniche mattina, all’alba, ci si vedeva a casa sua per leggere Kant, con altri ragazzi, intercalando la lettura con giochi, ginnastica, lotte fra di noi. In quel modo Kant ti entra nel sangue, perché ha corrisposto a un momento in cui crescevi». La casa era quella torinese di Piero Gobetti, i compagni erano Natalino Sapegno, Cesare Ravera, Carlo Levi. Come quest’ultimo ha poi ricordato, quel ragazzo che li convocava all’alba per quella forma insolita di educazione al pensiero, era «un
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