Nino D'Angelo: «Di Sanremo ricordo il razzismo: su quel palco io ero il terrone. Quando mi tolsi il caschetto fui sdoganato dagli intellettuali»

Maria Simulescu

Le tre cose belle di Napoli. «Maradona, Nino D’Angelo e le sfogliatelle, lo scrissero i miei fan sugli striscioni che accolsero El Pibe de Oro. Quando Diego mise piede in città chiese: “Ma chi è Nino D’Angelo?”». Lo scoprì presto. «Mi volle conoscere, andai allo stadio durante un allenamento e siamo diventati amici. Mangiavamo a casa di Bruscolotti, capitano del Napoli. La moglie preparava gli spaghetti aglio, olio e peperoncino apposta per Maradona». Festeggia cinquant’anni di carriera. «In