La «ninna nanna suicida» di ChatGpt: una madre denuncia OpenAI per aver incoraggiato il figlio a togliersi la vita

AI si Robotica

Quando Austin Gordon ha iniziato a parlare con ChatGpt probabilmente non voleva morire. Cercava compagnia, ascolto, un amico con cui parlare. Austin aveva quarant’anni, viveva in Colorado. Era seguito da uno psichiatra e da uno psicologo e da tempo combatteva contro solitudine e fragilità emotive. La tecnologia che avrebbe dovuto limitarsi a rispondere alle sue domande, secondo la madre, è diventata invece «l’unica voce che sembrava capirlo». Fino a portarlo al suicidio . Ora la madre di Austin