Sette Putin, Le Pen, Orbán. Il senso di Salvini per gli «amori» politici sbagliati

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Credo sia ormai giusto riconoscere quanto e come il talento di Matteo Salvini si esprima al meglio soprattutto in politica estera. Il capo della Lega possiede un fiuto prodigioso che gli consente di individuare, con largo anticipo, tutti i personaggi destinati al fallimento. Non sbaglia un colpo. Qualcosa si cominciò ad intuire con Putin. Fece stampare la sua faccia su una maglietta, l’indossò e andò a scattarsi selfie davanti al Cremlino. Su Facebook, euforico, scrisse: «Cedo due Mattarella in

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