Cingolani, la troppa autonomia e il «Michelangelo Dome»: ecco perché non è stato riconfermato a Leonardo (nonostante i conti in utile)

Referendum

La decisione più complicata è stata quella per il dopo Cingolani . La sostituzione dell’amministratore delegato del gruppo Leonardo ha intricato la partita nomine, rallentando fino alla tarda notte di ieri il via libera del deposito delle liste per il rinnovo dei consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche. A gestire il dossier è stata la premier Meloni , che all’indomani della sconfitta sul referendum ha maturato il convincimento di individuare profili il più possibile organici

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